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Il respiro della storia: tra le mura silenziose del Castello di Serralta

C’è un fascino sottile nel lasciarsi guidare dai sentieri di San Severino Marche, dove ogni pietra sembra voler sussurrare una storia segreta. Oggi vi porto a scoprire il Castello di Serralta, un luogo che parla di protezione e di tempi lontani, quando le sue mura erano lo scudo sicuro dell’antica città.

Passeggiando oggi tra ciò che resta di questa sentinella del XIII secolo, si prova un brivido di meraviglia: la porta di accesso ci accoglie ancora con fierezza, mentre i resti delle mura e la torre — oggi dolcemente abbracciata dalla chiesa parrocchiale — raccontano di un passato glorioso e vissuto.

Ma il vero segreto di Serralta è custodito poco più in là, nel borgo di Civitella. È qui che sorgeva il castello originale, un nido sicuro e quasi invisibile, scelto appositamente per proteggere la sua gente dalle scorrerie del tempo. Pensate che nemmeno il passaggio dei Visigoti di Alarico o degli Ostrogoti di Totila è riuscito a spezzare l’anima di questa comunità. Qui, tra l’influenza dei Longobardi e quella bizantina, la vita è sempre fiorita con coraggio sotto lo sguardo protettivo di Sant’Apollinare.

Per chi ama il silenzio della natura c’è un altro tesoro: tra la fitta vegetazione del versante nord si nasconde la grotta dove, nel Duecento, visse in solitudine e preghiera Santa Sperandia. Un luogo di pace profonda, dove l’abbraccio della terra sembra ancora custodire la fede di una santa ancora oggi amatissima.
Serralta non è solo un monumento: è l’invito a riscoprire una storia fatta di resistenza e bellezza.